Hai domande sul termovalorizzatore? Risposte alle domande più frequenti su funzionamento, sicurezza e impatto ambientale.
Consulta le FAQDalla combustione controllata al recupero energetico: il processo continuo che chiude il ciclo dei rifiuti di Roma, producendo energia pulita e materiali per l'edilizia.
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FOSSA
La fossa raccoglie e stocca i rifiuti urbani in ingresso, garantendo un approvvigionamento continuo all'impianto. Le risorse vengono accumulate e mescolate per omogeneizzare il potere calorifico prima della combustione.
BENNA
La benna preleva i rifiuti dalla fossa e li trasferisce nella camera di combustione. Il sistema opera in modo automatizzato, assicurando un'alimentazione costante e controllata del forno.
CAMERA DI COMBUSTIONE
I rifiuti vengono bruciati a temperature superiori a 850°C, soglia che garantisce la distruzione completa delle sostanze nocive. Il calore prodotto viene recuperato per generare vapore ad alta pressione.
TURBINA
Il vapore generato dalla combustione aziona una turbina collegata a un alternatore, producendo energia elettrica immessa nella rete. Il processo trasforma il calore dei rifiuti in una risorsa energetica per la città.
AREA TRATTAMENTO SCORIE
L'area è dedicata al trattamento delle scorie per il recupero e la valorizzazione dei materiali residui dalla combustione. Il processo consente di separare i metalli ferrosi e non ferrosi e di trasformare la frazione minerale in materia prima seconda certificata, destinata al settore delle costruzioni.
TRATTAMENTO FUMI
I gas prodotti dalla combustione attraversano un sistema di filtrazione che abbatte inquinanti, polveri e metalli pesanti prima dello scarico in atmosfera. Le emissioni vengono monitorate in continuo e devono rispettare i limiti fissati dalle Migliori Tecniche Disponibili europee.
Il processo si sviluppa in 5 fasi integrate: i rifiuti vengono stoccati in ambiente controllato, bruciati ad alte temperature che consentano di abbattere in maniera significativa molti inquinanti (tra cui diossine), trasformati in energia elettrica e calore, depurati attraverso 4 stadi didepurazione, e infine monitorati in continuo. Ogni fase è progettata per massimizzare il recupero di risorse e minimizzare l'impatto ambientale.
Prima del conferimento, ogni carico attraversa controlli di pesatura e portali radiometrici per verificare i materiali e rilevare eventuali anomalie.
I rifiuti vengono scaricati in una fossa di stoccaggio da 50.000 m³—accessibile da una struttura sopraelevata (+6,5m) che massimizza il volume senza scavi profondi—capace di garantire 7 giorni di autonomia operativa.
L'ambiente è sigillato e mantenuto in depressione controllata: un sistema di aspirazione convoglia l'aria interna direttamente verso i forni, dove viene utilizzata per la combustione. Questo impedisce fisicamente la fuoriuscita di odori o emissioni verso il territorio circostante.
All'interno della fossa, gru a ponte automatiche miscelano meccanicamente i rifiuti, rendendo il materiale omogeneo e preparando un combustibile stabile per le fasi successive.
Il cuore del processo si sviluppa su due linee indipendenti che operano in parallelo, garantendo la continuità dello smaltimento anche durante le fasi di manutenzione programmata.
Per garantire l’abbattimento termico delle molecole organiche e degli inquinanti, il sistema mantiene i fumi a una temperatura minima di 850°C per almeno 2 secondi, rispettando rigorosamente la normativa europea sulla sicurezza ambientale.
Il processo è autosufficiente: i rifiuti generano l'energia necessaria alla combustione. L'impianto dispone di bruciatori a gas naturale che intervengono esclusivamente nelle fasi di avvio o per sostenere la temperatura minima di sicurezza.
L'intero ciclo è monitorato in tempo reale per ottimizzare ossigenazione e incenerimento, riducendo al minimo la frazione residua e garantendo che le scorie solide abbiano un tenore di incombusti estremamente basso.
Il calore generato dalla combustione non viene disperso, ma trasformato in energia elettrica per l’autoconsumo dell’impianto e per l’immissione in rete, oltre che in energia termica per il teleriscaldamento.
All'interno di tre canali radianti verticali e sezioni convettive, l'acqua circola in tubazioni realizzate in Inconel 625, una lega metallica che resiste all'aggressione chimica dei fumi anche a temperature estreme. Questo garantisce decenni di operatività continua riducendo fermi impianto e manutenzioni straordinarie.
All'interno della fossa, gru a ponte automatiche miscelano meccanicamente i rifiuti, rendendo il materiale omogeneo e preparando un combustibile stabile per le fasi successive.
I rifiuti vengono scaricati in una fossa di stoccaggio da 50.000 m³—accessibile da una struttura sopraelevata (+6,5m) che massimizza il volume senza scavi profondi—capace di garantire 7 giorni di autonomia operativa.
L'ambiente è sigillato e mantenuto in depressione controllata: un sistema di aspirazione convoglia l'aria interna direttamente verso i forni, dove viene utilizzata per la combustione. Questo impedisce fisicamente la fuoriuscita di odori o emissioni verso il territorio circostante.
All'interno della fossa, gru a ponte automatiche miscelano meccanicamente i rifiuti, rendendo il materiale omogeneo e preparando un combustibile stabile per le fasi successive.
Un sistema fotovoltaico da 2 MW installato sui tetti della struttura alimenta gli ausiliari dell'impianto (1 MW) e la comunità energetica rinnovabile locale (1 MW).
Una volta ceduto il calore per la produzione energetica, i fumi entrano in una linea di depurazione progettata per abbattere ogni inquinante prima dell'immissione in atmosfera.
Il sistema si sviluppa attraverso quattro stadi in serie, ciascuno progettato per intercettare categorie specifiche di inquinanti:
Inietta calce idrata e carboni attivi che catturano per adsorbimento gli acidi (come acido cloridrico e fluoridrico) e i metalli pesanti, neutralizzandoli chimicamente.
Trattiene le polveri sottili con efficienza superiore al 99,9%, comprese le particelle più fini che potrebbero danneggiare le vie respiratorie.
Utilizza soda caustica e carboni attivi per catturare gli inquinanti acidi residui, trasformandoli in sali inerti attraverso neutralizzazione chimica.
Abbatte gli ossidi di azoto (gli stessi prodotti dai motori diesel) trasformandoli in azoto molecolare—lo stesso gas che costituisce il 78% dell'aria che respiriamo—e vapore acqueo.
L'ultima fase del processo assicura la trasparenza ambientale e la chiusura del ciclo dei materiali attraverso controlli costanti e il recupero della materia.
La qualità dei fumi in uscita è garantita da un Sistema di Monitoraggio Emissioni (SME) avanzato che analizza in continuo non solo i parametri standard (polveri, NOx, SO2, CO), ma anche mercurio e diossine, con sistemi di backup ridondanti per la massima sicurezza dei dati.
Una cabina di analisi dedicata monitora inoltre i fumi "grezzi" prima della depurazione, permettendo al sistema di regolare in tempo reale il dosaggio dei reagenti per ottimizzare l'abbattimento degli inquinanti.
I dati del monitoraggio sono trasmessi in tempo reale agli enti di controllo ambientale e resi disponibili pubblicamente, garantendo la massima trasparenza operativa.
Parallelamente, il polo opera come un centro di recupero materia dove i residui solidi vengono valorizzati anziché smaltiti.
Vengono inviate a un impianto di trattamento interno che, attraverso processi meccanici di vagliatura e deferrizzazione, separa e recupera oltre 13.500 tonnellate di metalli ferrosi e non ferrosi all'anno.
La frazione rimanente viene stabilizzata per diventare un materiale inerte certificato (End of Waste), pronto per essere riutilizzato nel settore dell'edilizia come materia prima secondaria.
Provenienti dai filtri a maniche vengono gestite in sicurezza garantendo il loro recupero presso impianti terzi specializzati.
Come presidio innovativo per il clima, l'impianto include una sezione sperimentale di cattura della CO2 per destinarla allo stoccaggio geologico permanente.
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