Termovalorizzatore di Roma, al via un cantiere di tre anni

16 maggio 2026

Termovalorizzatore di Roma, al via un cantiere di tre anni.

 

«Storica» è la giornata, per il sindaco Roberto Gualtieri. «Storico» è l'impianto, per l'amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo. Insieme ieri hanno inaugurato il cantiere del termovalorizzatore di Roma, in un'area di dieci ettari nella zona industriale di Santa Palomba, quadrante Sud Est della Capitale. L'investimento vale circa un miliardo e permetterà il trattamento di 600 milioni di tonnellate annue di rifiuti indifferenziati e non riciclabili. A settembre 2029 è prevista la prima consegna. Entra dunque nel vivo la scommessa di dotare la Capitale, al pari di tante altre città come Copenaghen e Parigi, del suo primo termovalorizzatore. Che Gualtieri, armato di casco e pala con cui ha avviato gli scavi, ha promesso come «il più moderno e avanzato d'Europa, ultra sicuro, non inquinante, monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa Ue». Con un livello di emissioni bassissimo, «inferiore a quello di una normale strada trafficata della città». Presenti accanto a lui e a Palermo l'assessora capitolina Sabrina Alfonsi, la presidente di Acea, Barbara Marinali, e Barbara Maccioni, ad di RenewRome, la società di progetto costituita dal raggruppamento aggiudicatario dell'appalto composto da Acea Ambiente, Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e RMB e concessionaria per 33 anni. Secondo il piano varato da Gualtieri nel 2023, l'impianto permetterà a Roma di chiudere il suo ciclo dei rifiuti, archiviando crisi e disservizi. Perché, ha sottolineato il sindaco, «la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all'estero, una condizione che per troppo tempo ha prodotto costi economici e ambientali inaccettabili e insostenibili». Ai minori oneri di conferimento e trasporto determinati dalla nuova opera, stimati in 40 milioni annui, per Gualtieri bisognerà aggiungere anche le altre forme di risparmio generate, per un totale di «decine di milioni». ll nuovo polo industriale, disegnato per integrarsi con una differenziata al 70% entro il 2035, punta infatti ad azzerare il ricorso alle discariche e prevede un «Parco delle Risorse circolari» - dotato di area attrezzata con sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale, spazi verdi e una torre panoramica alta oltre 7o metri - e quattro impianti ancillari: uno fotovoltaico, uno di teleriscaldamento, un sistema sperimentale per la cattura della CO2 e un altro per il recupero delle ceneri pesanti. L'impianto produrrà energia termica ed elettrica (520 GWh l'anno, potenza installata 65 MW) sufficiente ad alimentare circa 2oomila famiglie e permetterà la trasformazione dei rifiuti in materiali per usi edili. «Integrerà le migliori soluzioni disponibili sul piano ingegneristico e ambientale, configurandosi come un modello di riferimento nel panorama europeo», ha garantito Palermo: «È un progetto iconico per Roma e per il Paese». Le emissioni e gli altri parametri ambientali, compreso il rumore, saranno monitorati secondo un programma approvato nell'ambito dell'autorizzazione unica regionale arrivata a gennaio. Anche l'impronta idrica sulla falda sarà, per Gualtieri, «pressoché nulla» e il fabbisogno sarà soddisfatto attraverso il recupero dell'acqua piovana e il riutilizzo della risorsa in uscita dal depuratore di Santa Maria in Fumarola. I rifiuti arriveranno all'impianto con la linea ferroviaria che raggiunge il polo intermodale di Santa Palomba. Con Ferrovie è già stato siglato un protocollo. I trasferimenti avverranno tramite «due treni di notte», ha chiarito il sindaco. Nessun tir, quindi, a ingolfare l'Ardeatina. E anche per la viabilità è pronto un piano da 31 milioni. Da ieri è online il sito renewrome.com, sforzo di trasparenza per raccontare i dettagli del termovalorizzatore e arginare dubbi e proteste di comitati e ambientalisti, che però Gualtieri ha ridimensionato: «Il livello di opposizione è stato molto basso. E l'apertura del cantiere arriva alla fine di un percorso affrontato con responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale». Il sindaco ha ringraziato presidenza del Consiglio, Regione, Città metropolitana, Autorità di bacino, Soprintendenza. Come adire: il supporto è ampio e trasversale. Plaude Unindustria. «Con il termovalorizzatore che sosteniamo da anni - ha commentato il presidente Giuseppe Biazzo - Roma compie un altro passo avanti verso un modello di grande città moderna e davvero sostenibile, migliorando l'attrattività di un'area industriale come Santa Palomba, strategica periltessuto produttivo di Roma e del Lazio, vista la presenza di tante multinazionali». Unindustria: «Per Roma passo avanti verso un modello di grande città moderna».

 

Sole 24 Ore

 

https://www.ilsole24ore.com/art/al-via-cantiere-termovalorizzatore-roma-settembre-2029-prima-consegna-rifiuti-AIwt1l5C